Su Roma nessun patto con i 5 stelle

Su Roma nessun patto con i 5 stelle

C’è chi spera che la Raggi venga condannata, che si tolga di mezzo e che si giunga, nell’ambito di un’intesa nazionale sulle grandi città, ad un accordo con il M5S per un candidato civico.

Ecco, questo percorso è quanto di più lontano da quello che auspico per diverse ragioni che cercherò di spiegare.
Innazitutto non spero che la Raggi venga condannata perchè tra me e lei, che portava le arance in consiglio comunale a chi era semplicemente indagato, c’è un diversità di approccio culturale tale da non augurare neanche a lei nè il carcere e nemmeno la condanna. Voglio batterla politicamente o prima delle elezioni comunali o alle elezioni comunali.

In secondo luogo non funziona fare un grande tavolo nazionale su tutte le grandi città. Lo voglio dire chiaramente: Roma non può stare su quel tavolo e non può essere oggetto di trattativa. La sua specificità per il suo recente disastroso passato e per essere capitale d’Italia non merita l’ulteriore smacco di essere considerata merce di scambio. Si affronti la questione di Roma come merita, con la sua autonomia.

Perchè nei prossimi mesi per poter raccontare il nostro progetto di governo della città è inevitabile che dovremo poter spiegare bene ai cittadini romani e a chi votò M5S nel 2016, in coerenza rispetto a quello che abbiamo detto e fatto in questi anni, non il perchè del fallimento Raggi ma il perchè del fallimento dell’esperienza di governo del M5S. Cosa ben più ampia e grave. Le prove del fallimento non c’è bisogno che ve le racconti: stanno negli indicatori tutti in negativo, nella perdita di competitività della città, nei risultati non raggiunti nei servizi fondamentali (dai rifiuti ai trasporti), nelle opere pubbliche non completate, nell’assenza di un progetto, nel caos della macchina amministrativa, etc etc etc.

Quello su cui vorrei concentrarmi, invece, al netto delle responsabilità delle vecchie sindacature che non ho mai nascosto, sulle responsabilità di questa legislatura che sono da dividere tra tutti i protagonisti: la Sindaca, la Giunta, i manager delle aziende e la maggioranza in Consiglio Comunale, nessuno escluso. C’è infatti qualcuno di voi che in coscienza può dire che Bergamo, la Meleo, Lemmetti, Montuori, Calabrese, la Gatta, la Vivarelli, i centomila assessori sostituiti, i mille manager scelti sempre da loro e poi cacciati siano meno responsabili della Raggi? Oppure, c’è qualcuno che pensa che la maggioranza in Consiglio comunale che per la prima volta nella storia del comune di Roma è stata monocolore, ad appannaggio di un solo partito, 24 membri di maggioranza su 24 del M5S, senza discussioni di coalizione tra partiti, senza necessità di sintesi abbiano dato prova di unità? O vado troppo lontano dal vero se dico che sono stati la maggioranza più litigiosa che si ricordi dal 1993 ad oggi?

A fronte di tutto ciò mi si dice: facciamo una coalizione insieme a loro con un sindaco civico. Il mio parere è che il Sindaco e la Giunta debbano fare scelte politiche sulla città molto precise, è finito il tempo del “non-è-politica-è-roma”. Serve al contrario un Sindaco che abbia un forte radicamento politico ed una Giunta in grado di fare scelte politiche fortissime per raddrizzare la barra di una barca che sta andando alla deriva. Ma aldilà di questo, mi si sta dicendo che:
1) Dobbiamo andare in coalizione e dunque formare una maggioranza con chi si è ammazzato reciprocamente l’un l’altro in questi 5 anni. Rispondo, no grazie vorrei una maggioranza che partisse con un’idea di stabilità in testa;
2) Per far spazio a questi litigiosi -cause del mal governo- dovremmo sacrificare di molto la rappresentanza della nostra coalizione e del Partito democratico in Campidoglio. Rispondo, no grazie vorrei valorizzare la nostra classe dirigente.
3) Una volta che si dovesse vincere, costringeremmo il Sindaco civico a fare una trattativa per mettere in Giunta la stessa gente che ci ha mal governato in questi anni o le loro seconde linee, quindi le loro brutte copie (un po’ come Bonafede di nuovo nel governo). Rispondo, no grazie servono assessori e manager capaci. Chiedo: ma voi li rimettereste in Giunta Lemmetti, Calabrese e compagnia? Se sì auguri per voi.

Infine, mi si obietta: ma al ballottaggio servono i voti dei 5 stelle. E chi ce li da i voti dei 5 stelle, i 5 stelle che non sanno neanche dove e come li hanno presi? Che non hanno un voto organizzato ma fluttuante, destrutturato ed etereo? Che in città non li può più vedere nessuno neanche per sbaglio? Per cortesia. Prima di tutto noi dobbiamo arrivarci al ballottaggio: con la nostra coalizione coesa, con un progetto preciso, con un candidato sindaco forte e autorevole e dobbiamo convincere non un movimento che ha fallito la sua missione deludendo i suoi elettori, ma la nostra città.

Mi rendo conto che tutto ciò è difficile ma le scorciatoie non funzionano.P

Preoccupati per situazione Roma Metropolitane

Preoccupati per situazione Roma Metropolitane

Siamo molto preoccupati per la situazione di Roma Metropolitane e in particolare per l’esubero di  29 lavoratori dell’azienda, che mette seriamente a rischio i tanti progetti gestiti dalla partecipata comunale e finanziati anche dalla Regione Lazio: ad esempio la Metro C, tratta T2, e il prolungamento della Metro B, Rebibbia-Casal Monastero, per il quale abbiamo 90 milioni in perenzione nel bilancio regionale.

Considero increscioso l’atteggiamento del socio unico Roma Capitale che oggi ha deciso di non prendere parte ad una seduta di Commissione alla Pisana in cui, tra le altre cose, abbiamo avuto modo di ascoltare il grido di allarme dei vertici di Roma Metropolitane e dei sindacati, per una situazione che ogni giorno diventa più grave. Un simile atteggiamento conferma che l’amministrazione comunale non intende puntare su Roma Metropolitane, società infatti già messa in liquidazione, e questo pone seriamente a rischio i progetti finanziati anche dalla Regione, perché considerati strategici per il miglioramento della mobilità del territorio. Con quale faccia poi si chiedono al Governo 10 miliardi del Recovery Fund per le Metro della Capitale?