Roma, una ferma città di immigrati o di romani. Decidetevi

Roma, una ferma città di immigrati o di romani. Decidetevi

Nel 1846 gli abitanti di Roma si aggiravano intorno a 180mila, nel 1936 hanno superato 1 milione, nel 2018 sono 2,87 milioni.
La relazione tra l’indice di natalità e l’indice di mortalità nel corso dei decenni da metà ‘800 al 2017 è, tuttavia, rimasto sostanzialmente costante ogni anno (salvo clamorose eccezioni come nel primo 900 dove comunque l’indice positivo non rappresenterà mai più del 30% della popolazione o nell’altro verso proprio nel 2017 quando si è registrato un indice negativo di circa 2,6 punti).
Da ciò si capisce come Roma sia fondamentalmente una città di immigrati e l’immigrazione è molto più che un fenomeno centrale per analizzare le evoluzioni della società romana; è, addirittura, un fatto costituente e costitutivo della Roma moderna (e forse futura) e chi lo ignora, lo derubrica o lo denuncia come fenomeno da arginare è semplicemente ignorante o in malafede. Chi può dire di essere romano vero di generazioni è dunque meno del 5% della popolazione.

I più grandi flussi migratori in entrata negli ultimi due secoli si sono avuti tra l’Unità d’Italia (eravamo 226mila) e l’inizio del 1900 (arriviamo a circa 450.000); e tra il 1921 (650 mila) e il 1941 dove la popolazione raddoppiò letteralmente (1,3 milioni). Una crescita vertiginosa che consentì a Roma di consolidare il proprio primato sugli altri centri della penisola.
Ma quello più consistente, e che più ci interessa, è che tra l’immediato dopoguerra e l’inizio degli anni ’70 Roma registra il più imponente aumento della sua popolazione. Nel censimento del 1971, infatti, i residenti a Roma diventano circa 2,73 milioni. Questo livello demografico ce lo porteremo sostanzialmente dietro fino a nostri giorni (come dimostra il grafico sotto), perché oggi i residenti -come detto- sono 2,87 milioni, dunque solamente 140 mila in più rispetto a 47 anni fa. In tutto ciò l’immigrazione straniera data dai grandi fenomeni globali, purtroppo, visto che è uno degli indici di una economia florida, è solo il 13,4% della popolazione romana.
Dunque siamo fermi a 50 anni fa. Perchè molti vanno a vivere in provincia di Roma (riporto anche il grafico della demografia dell’area metropolitana che da diciassette anni è ricominciato a crescere) per i prezzi delle case, perchè l’indice di natalità è ormai da dieci anni inferiore a quello di mortalità, perchè Roma non è più attrattiva per gli stranieri che volgiono venire a stabilirsi e lavorare.
Ma Roma è ferma. E’ fatta di immigrati (lo siamo più o meno tutti) ma non attrae più e non vuole più ospitare.
Dice “Roma ai romani!”. Chiederei “quali?”. Perchè vista la storia, o lo siamo tutti (abruzzesi, siciliani, campani. marchigiani, calabresi, bangladini, pakistani, egiziani, rumeni) o non lo è nessuno

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