Regione, dossier su Ama: “Comune intenzionato a far chiudere l’azienda in rosso”

Regione, dossier su Ama: “Comune intenzionato a far chiudere l’azienda in rosso”

Articolo presente su: La Repubblica

La relazione di Eugenio Patanè, consigliere Pd che chiede di inviare tutti gli atti delle audizioni tenute alla Pisana in Corte dei Conti: “Troppe nefandezze da Raggi sulla municipalizzata dell’ambiente”

Un dossier di 21 pagine per emendare la prima relazione della commissione d’indagine regionale sui rifiuti e inviare in Corte dei Conti tutte le audizioni raccolte alla Pisana negli ultimi mesi su Ama e il braccio di ferro tra il Comune e gli ex vertici dell’azienda sul bilancio delle polemiche, il rendiconto 2017 poi approvato in rosso dal nuovo cda. A firmare il report che finirà sulle scrivanie dei pm di viale Mazzini è Eugenio Patanè, consigliere regionale Pd. Un documento che parte da un assunto: l’intera inchiesta rischia di essere monca, il cerchio non è chiuso perché la sindaca Virginia Raggi non si è mai presentata in commissione nonostante le ripetute convocazioni.

Una presenza ritenuta fondamentale dall’eletto dem, perché “nel corso dell’ultimo anno e mezzo sono emerse non solo differenti interpretazioni giuridiche (che sarebbe di per sé cosa lecita e legittima) ma una diversa narrazione e ricostruzione dei fatti” su quanto accaduto negli uffici di via Calderon de la Barca. Il tema è sempre quello dei 18 milioni di euro di vecchi crediti relativi ai servizi cimiteriali contesi tra il Campidoglio e la sua controllata. Una somma che ha gettato nel caos un’intera partecipata: “Da quel momento – si legge nel report – è partita una bagarre tra chi li considera crediti certi, liquidi ed esigibili e tra chi sostiene che al contrario siano da ascrivere ai debiti, a costo di avere il bilancio in passivo. Da qui lo stallo sull’approvazione, il parere – prima positivo poi negativo – del collegio sindacale, quello positivo dei revisori contabili, la guerra a colpi di pareri richiesti dalle parti agli studi legali, l’esposto in Procura dell’ex amministrato delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani, e un’indagine aperta da parte della Corte dei Conti per danno erariale sull’intera operazione”.

Il focus verte poi sui conti di Ama. Nonostante la partita sui 18 milioni sia stata congelata, alla fine il bilancio 2017 ha chiuso comunque in perdita per la svalutazione immobiliare del Centro Carni. “Ci domandiamo come sia stato possibile tutto ciò – si legge ancora nelle carte depositate negli uffici della commissione presieduta dal grillino Marco Cacciatore –  della svalutazione del Centro carni, e stiamo parlando di oltre cento milioni, nessuno degli organismi societari o di controllo aveva dato evidenza, né nella relazione del Collegio sindacale né nelle lettere inviate dall’amministrazione alla partecipata. Improvvisamente con il nuovo CDA nominato nel corso del 2019 la questione fondante che aveva portato al voto negativo sul bilancio relativa ai 18 milioni dei servizi cimiteriali scompare, mentre pur di chiudere il bilancio in rosso si assume una perizia nuova che svaluta un immobile che fa parte del patrimonio di AMA Spa da decenni”. Poi c’è ancora il caso dei 230 milioni di crediti che Ama vanta nei confronti del Comune. “Una cifra – spiega Patanè – che potrebbe far saltare il bilancio del Campidoglio”.
A questo punto il dossier entra nel dettaglio dell’iter che ha portato al balletto sull’approvazione del bilancio della municipalizzata, alle dimissioni dell’ex assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari e alla rimozione del cda guidato da Bagnacani. Giorno per giorno, ecco il dietrofront del collegio sindacale, il caffè con i vertici del Campidoglio e tutti gli elementi già finiti nell’inchiesta contabile. “Quello che più di tutto emerge in modo evidente – il dossier si avvia verso la conclusione – è che si sia messo in atto un gioco allo sfascio di cui si dovrebbe tentare di capire quali siano i veri obiettivi.  Sono, infatti, tanti i pesanti dubbi che restano aperti e le ombre che si addensano sopra questi fatti che hanno occupato l’ultimo anno e mezzo della società”. Per Patanè, “appare incomprensibile la pervicace volontà del Comune, socio unico di Ama, di chiudere ad ogni costo in rosso sia il bilancio 2017 che il bilancio 2018”. Quindi le ipotesi: la privatizzazione con l’ingresso di Acea, la necessità di trovare un motivo per revocare il cda oppure l’avvio di un concordato gemello rispetto a quello di Atac per poi arrivare comunque a un’esternalizzazione dei servizi. Una serie di opzioni sui cui ora dovranno essere i magistrati della Corte dei Conti a pronunciarsi.

“Non è solo una questione di interpretazioni differenti quella che evidenziamo sul caso Ama — spiega Patanè — ma di fatti e atti che potrebbero essere illegittimi. Consideriamo molto gravi le assenze della sindaca, ripetutamente convocata in commissione. In Regione abbiamo votato delle leggi con i 5S, in Comune il clima è diverso. Ci sono una serie di malefatte di Raggi in cui il Pd non può essere coinvolto. Le responsabilità dei grillini devono essere chiare sul caso di Ama”.

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