Dimissioni Cda AMA: tanto tuonò che piovve!

Dimissioni Cda AMA: tanto tuonò che piovve!

Su Ama tanto tuonò che piovve. Non possiamo certo dire infatti che le dimissioni in blocco del Cda di Ama siano un fulmine a ciel sereno. Nel corso delle audizioni in Consiglio regionale, relative all’indagine conoscitiva sulla situazione della municipalizzata romana, avevamo avuto modo di sottolineare la moltitudine di contraddizioni emerse e di denunciare l’oscurità di tutta la vicenda. Un alone di mistero aggravato dall’assenza della Sindaca Raggi che, nonostante le ripetute convocazioni, non si è mai degnata di presenziare in commissione.

Proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato un dossier di 21 pagine per emendare la prima relazione della commissione d’indagine regionale sui rifiuti e inviare in Corte dei Conti tutte le audizioni, nel corso delle quali è emersa non soltanto una diversa ricostruzione dei fatti, ma sono venuti alla luce anche una serie di atti che potrebbero risultare illegittimi. Il tema è sempre quello dei 18 milioni di euro di vecchi crediti relativi ai servizi cimiteriali contesi tra il Campidoglio e la sua controllata. Una somma che ha gettato nel caos un’intera partecipata: da quel momento, infatti, è partita una bagarre tra chi li considera crediti certi, liquidi ed esigibili e tra chi sostiene che al contrario siano da ascrivere ai debiti, a costo di avere il bilancio in passivo.

Da qui lo stallo sull’approvazione, il parere prima positivo poi negativo del collegio sindacale, quello positivo dei revisori contabili, la guerra a colpi di pareri richiesti dalle parti agli studi legali, l’esposto in Procura dell’ex amministratore delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani, e un’indagine aperta da parte della Corte dei Conti per danno erariale sull’intera operazione. Quanto accaduto oggi, dunque, non può che essere la logica conseguenza di una vicenda che si fa via via più oscura e inquietante.

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