Atac: Eugenio Patanè (PD), “Proroga inevitabile, ma dov’è piano industriale?”

Atac: Eugenio Patanè (PD), “Proroga inevitabile, ma dov’è piano industriale?”

“La proroga del contratto di servizio di Atac fino al 2021, considerando la situazione in cui versa l’azienda, è ormai inevitabile, ma serve un piano industriale serio di cui ancora non si è vista traccia”: lo dichiara Eugenio Patanè, Consigliere regionale del Pd alla Pisana.

“Ho sempre considerato l’opzione del concordato come una scelta assolutamente sbagliata e propagandistica – aggiunge Eugenio Patanè – ma dal momento che si è imboccata questa strada è necessario andare avanti, dunque procedere alla proroga del contratto di servizio, onde evitare di rendere ancora più drammatica la situazione di Atac”.

“Tale scelta però – conclude Eugenio Patanè – deve andare di pari passo con un piano industriale credibile, degno di questo nome, e con politiche sulla mobilità responsabili e innovative, in grado di dare una nuova impronta alla città a livello trasportistico. Su entrambi questi aspetti, purtroppo, la giunta Raggi continua ad essere immobile, mentre Atac e la città precipitano inesorabilmente verso il fondo”.

Pietralata: Patanè (Pd): “Simone rischia di morire, Comune intervenga”

“Il Comune di Roma si occupi con urgenza della vicenda di Simone Madussi, disabile costretto a letto e attaccato a un respiratore, che vive con la mamma in una casa popolare a Pietralata e rischia di morire a causa del malfunzionamento dei riscaldamenti”: lo dichiara in una nota il Consigliere regionale del Pd, Eugenio Patanè.

“Se Simone dovesse solo prendere un raffreddore – prosegue Patanè – rischierebbe la morte considerando la sua disabilità plurima gravissima. Nonostante le temperature gelide di questi giorni, purtroppo i termosifoni nell’appartamento di via Sante Bargellini non funzionano e la mamma è costretta ad utilizzare un condizionatore e stufette elettriche, con una conseguente spesa enorme per l’elettricità, improponibile per una donna che vive della sola pensione di invalidità di suo figlio”.

“Di fronte ad una situazione che si fa giorno dopo giorno più drammatica – conclude Patanè – l’amministrazione di Roma Capitale ha il dovere di intervenire con estrema sollecitudine raccogliendo l’appello di una mamma disperata, allo stremo, che lotta ogni giorno con tutte le sue forze per garantire le cure e l’assistenza a suo figlio”.