Regione Lazio investe su rilancio polo museale

Regione Lazio investe su rilancio polo museale

Oggi in Commissione Mobilità e Trasporti, congiunta con la Commissione Cultura, l’Assessorato regionale ha annunciato l’intenzione di rilanciare il Polo museale Atac, che diventerà a breve di proprietà della Regione Lazio sotto la gestione Astral.
Nel corso della stessa seduta è stata votata all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta regionale, tra le altre cose, a far luce circa il trasferimento dei beni da Atac ad Astral nell’ambito del trasferimento della Roma-Lido a quest’ultima e, nella fase di transizione, chiarire anche gli aspetti relativi al personale del Polo museale temporaneamente collocato altrove; a programmare, di concerto con le Associazioni coinvolte, iniziative di rilancio del Polo museale al fine di considerarlo bene comune valutando anche un possibile progetto di Museo diffuso del trasporto e l’ampliamento dell’area museale con il recupero di alcune zone dismesse.
L’annuncio della Regione circa il passaggio di proprietà del polo museale e la riisoluzione votata all’unanimità, grazie al sostegno di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione sono un due grandi notizie e un viatico importante verso la rinascita del Polo museale Atac, autentico museo ferroviario a cielo aperto dall’indiscutibile valore sociale, economico, culturale e turistico e che rappresenta, fin dalla sua nascita nel 2004, un punto di riferimento considerevole per attività socio ricreative e culturali che vanno ben oltre il territorio municipale e comunale.
Un murales dedicato ad Enzo Tortora, simbolo della malagiustizia

Un murales dedicato ad Enzo Tortora, simbolo della malagiustizia

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato un Ordine del giorno, di cui sono primo firmatario, sottoscritto da colleghi di maggioranza e opposizione, che impegna la Giunta a far realizzare – scegliendo uno degli edifici pubblici di proprietà della Regione – un murales dedicato a Enzo Tortora.

È un tributo doveroso a Tortora, simbolo della mala giustizia, della giustizia ‘spettacolo’, della gogna inutile. Vittima innocente non solo della false accuse dei pentiti, ma dell’esplosivo combinato disposto di malagiustizia e informazione giustizialista, che lo fecero rimanere per sette mesi in carcere portandolo poi, lentamente, alla morte. Quella immagine, che avrebbe dovuto rappresentare un monito sembra però non aver insegnato nulla: nonostante siano passati 32 anni dalla morte di Tortora, assistiamo quotidianamente a casi di mala giustizia, di sentenze fatte dai e sui media e dall’opinione pubblica, di martiri che pagano ingiustamente. Basti pensare che lo Stato Italiano ha speso 45 milioni di euro lo scorso anno per indennizzare i cittadini ingiustamente detenuti, che sono stati 1.000 nel 2019 e ben 28.702 dal 1992 ad oggi.

Con l’approvazione di questo Odg dunque, in virtù dell’approvazione da parte dell’Aula della legge sulla Street Art e dell’Odg con cui chiediamo di dedicare una apposita sezione del premio ‘Lazio Street Arr’ al tema dei diritti, delle libertà e delle garanzie intendiamo ricordare Enzo Tortora con un murales su uno degli edifici regionali, perché sia da monito per il futuro, affinché certi scempi e certe ingiustizie che distruggono intere esistenze non accadano più.

Odg per difesa diritti umani attraverso Street Art

Odg per difesa diritti umani attraverso Street Art

Ieri, proprio alla vigilia del 10 dicembre, Giornata mondiale dei Diritti Umani, l’Aula della Pisana ha approvato un Ordine del Giorno a firma mia e della collega Marta Leonori che impegna la Giunta regionale a promuovere all’interno del premio ‘Lazio Street Art’ una sezione dedicata al tema dei diritti, delle libertà e delle garanzie.

Con l’approvazione di questo Ordine del Giorno, la Regione Lazio mostra ancora una volta grande sensibilità nei confronti della salvaguardia di diritti fondamentali, che richiedono l’impegno di tutte le pubbliche amministrazioni. L’Odg è collegato alla Proposta di Legge 222, approvata ieri dal Consiglio regionale, che ha come obiettivo la promozione, la valorizzazione e il sostegno alla Street Art, quale forma espressiva in grado, per la forte capacità comunicativa e di impatto sul territorio, di contribuire a rigenerare, riqualificare e valorizzare, in chiave culturale e sociale, i luoghi e i beni delle città, con particolare riferimento ad aree da recuperare nonché periferiche o extra-urbane.

E proprio questa forma di arte visiva, particolarmente adatta a comunicare in modo diretto, può essere un ottimo veicolo per trasmettere messaggi di forte impatto comunicativo, come quelli inerenti appunto la difesa dei diritti umani.

Da Pisana ok a Roma Agenzia Ue ricerca biomedica

Da Pisana ok a Roma Agenzia Ue ricerca biomedica

L’approvazione da parte del Consiglio regionale del Lazio di un ordine del giorno che impegna la Giunta a promuovere la candidatura di Roma a sede dell’Agenzia europea per la ricerca biomedica e per la gestione delle crisi sanitarie, indicando come sede il complesso dell’ex ospedale Forlanini, è una ottima notizia per il nostro territorio.
Per ospitare la nuova sede dell’Agenzia Ue non potrebbe esserci luogo più appropriato di Roma e della Regione Lazio, che già oggi rappresentano oltre il 40% dell’intero export farmaceutico nazionale con centri di ricerca all’avanguardia nel panorama europeo come l’istituto Lazzaro Spallanzani.
Recuperare inoltre per una funzione così importante e prestigiosa l’ex Ospedale Forlanini sarebbe una scelta strategica ancora più importante per Roma che diventerebbe la capitale del biomedicale, con un enorme indotto economico e di immagine, nuova occupazione e nuove funzioni direzionali, delle quali una città come la nostra ha bisogno come l’aria per potersi risollevare.
Metro C. Con Giunta Raggi 4 anni di nulla

Metro C. Con Giunta Raggi 4 anni di nulla

Ci vuole solo la faccia di bronzo di alcuni esponenti del M5S come Angelo Diario per dare dei gufi agli esponenti del Pd e a Carlo Calenda, parlando delle talpe della Metro C, ferme 8 mesi e riattivate soltanto grazie all’intervento del Ministero.
Il problema delle talpe  era già noto almeno dal gennaio 2018. La fine della tratta finanziata cadeva esattamente nell’intervallo di gallerie tra stazione Fori Imperiali e Stazione Venezia, sotto al Foro di Traiano. Oltre non c’era un metro finanziato. Si sapeva che una volta giunte lì, per questo motivo, avrebbero dovuto essere sepolte e per evitarlo serviva almeno una variante al progetto esecutivo, che permettesse di allungare la tratta in costruzione dei circa 190 metri che mancavano per arrivare sotto lo scatolare della futura Stazione Venezia.
La Giunta Raggi invece decide di fare quello che le riesce meglio: nulla, come fatto per 4 anni. Le talpe arrivano prima una e poi l’altra sotto al Foro di Traiano tra ottobre e novembre 2019, così il 14 novembre 2019 Metro C annuncia la cementazione delle stesse. Tombamento dunque scontato, confermato anche da alcune dichiarazioni di esponenti del M55 come Stefàno – evidentemente gufo anche lui – e non solo come dice Diario dai gufi del Pd, e scongiurato soltanto dall’intervento del Ministero che, con delibera del 20 dicembre, sblocca 10 milioni per coprire i 190 metri di scavo meccanizzato che mancano per arrivare a Piazza Venezia. A questo punto manca solo l’autorizzazione di Roma Capitale che arriva con delibera del 3 giugno, per lavori che riprenderanno il 23 luglio: talpe dunque ferme 8 mesi.
Il vero scandalo è che Roma Capitale non si sia attrezzata per tempo per richiedere il finanziamento dell’intera tratta T2 facendo rientrare quei 190 metri in un progetto più complessivo. Si è scelta la strada più semplice perché dopo 4 anni di nulla era l’unico modo di salvare le talpe e lo scavo meccanizzato. Tutto questo, oltre ad aumentare i costi dell’opera, ha messo anche in difficoltà diverse imprese comportando la cassa integrazione per centinaia di edili. Invece di parlare a vanvera qualcuno farebbe meglio a vergognarsi.
Preoccupati per situazione Roma Metropolitane

Preoccupati per situazione Roma Metropolitane

Siamo molto preoccupati per la situazione di Roma Metropolitane e in particolare per l’esubero di  29 lavoratori dell’azienda, che mette seriamente a rischio i tanti progetti gestiti dalla partecipata comunale e finanziati anche dalla Regione Lazio: ad esempio la Metro C, tratta T2, e il prolungamento della Metro B, Rebibbia-Casal Monastero, per il quale abbiamo 90 milioni in perenzione nel bilancio regionale.

Considero increscioso l’atteggiamento del socio unico Roma Capitale che oggi ha deciso di non prendere parte ad una seduta di Commissione alla Pisana in cui, tra le altre cose, abbiamo avuto modo di ascoltare il grido di allarme dei vertici di Roma Metropolitane e dei sindacati, per una situazione che ogni giorno diventa più grave. Un simile atteggiamento conferma che l’amministrazione comunale non intende puntare su Roma Metropolitane, società infatti già messa in liquidazione, e questo pone seriamente a rischio i progetti finanziati anche dalla Regione, perché considerati strategici per il miglioramento della mobilità del territorio. Con quale faccia poi si chiedono al Governo 10 miliardi del Recovery Fund per le Metro della Capitale?