Authority certifica fallimento Giunta Raggi

Authority certifica fallimento Giunta Raggi

La Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi di Roma, presentata questa mattina in Campidoglio, certifica in maniera definitiva il fallimento della Raggi e della sua Giunta, dopo 3 anni e mezzo di amministrazione.

Una raccolta differenziata ferma al palo, 1,65 milioni di corse soppresse in più, triplicate rispetto al 2015; voto medio ai servizi cimiteriali, in particolare riguardo a manutenzione e pulizie, in continua discesa dal 2015: sono solo alcuni dei dati drammatici pubblicati sulla relazione dell’Authority.

Sono dati drammatici che, insieme al giudizio fortemente negativo espresso nello stesso report dai cittadini romani danno in maniera netta e inequivocabile l’immagine di una amministrazione immobile e inadeguata, incapace di risolvere i problemi – ma anche di avere una sola idea di come farlo – e di mantenere le promesse tanto sbandierate in campagna elettorale.

Campagna ‘Ossigeno’: obiettivo 6 milioni di nuovi alberi

Campagna ‘Ossigeno’: obiettivo 6 milioni di nuovi alberi

Questa mattina nella Giornata Nazionale degli Alberi ho partecipato con grande piacere, presso l’area della Polisportiva Montespaccato, alla campagna ‘Ossigeno’ della Regione Lazio: una iniziativa di sensibilizzazione per spingere Comuni, grandi aziende, stakeholder, associazioni ambientaliste e onlus alla piantumazione diretta. L’obiettivo è arrivare alla piantumazione di 6 milioni di alberi, uno per ogni cittadino del Lazio, che porteranno all’assimilazione e compensazione di 240 mila tonnellate annue di anidride carbonica. La campagna ‘Ossigeno’ prevede un investimento da parte della Regione di 12 milioni di euro in 3 anni per la piantumazione su tutto il territorio regionale di alberi e arbusti autoctoni certificati ed ha già raccolto più di 500 adesioni: una svolta green per fare del Lazio la regione della sostenibilità.
Pisana approva all’unanimità legge a tutela della salute sessuale

Pisana approva all’unanimità legge a tutela della salute sessuale

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la legge sulla tutela della salute sessuale e della fertilità maschile, che si pone come obiettivo quello di sviluppare un programma di screening e prevenzione delle patologie andrologiche per i ragazzi tra i 14 e i 25 anni e di favorire la dotazione, presso ospedali e ambulatori, di strutture di urologia andrologica per intercettare, diagnosticare e trattare tali patologie.

Sono molto soddisfatto di questo risultato, per il quale ringrazio i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione e le associazioni che hanno collaborato con noi alla stesura del testo, perché è la prima legge in Italia che si occupa di una materia molto delicata e troppo spesso trascurata. Mi sono fatto promotore della legge dopo aver visionato i risultati di una ricerca condotta presso il Distretto Militare di Roma, quando ancora esisteva la visita di leva, che mostrano che il 70% dei ragazzi presenta patologie ai genitali più o meno gravi. Con l’abolizione della visita di leva, purtroppo questo fenomeno non ha più nessun controllo. La mancanza di assistenza determina problemi come sterilità o disturbi sessuali, ma anche delle conseguenze sul piano sociale: molti giovani, convinti di avere un problema sessuale non risolvibile, finiscono con l’interagire con l’altro sesso in maniera aggressiva, con disagio o senso di inadeguatezza. In alcuni casi assumono droghe nel tentativo di mitigare il disagio che tale condizione comporta e con l’illusione di poter migliorare le proprie prestazioni sessuali.

Tale situazione richiede un immediato intervento delle Istituzioni. Di qui, l’approvazione di una legge che si prefigge lo scopo non solo di tutelare la salute dei ragazzi, ma anche di dare delle risposte concrete al bisogno delle famiglie che da sole, e spesso senza strumenti adeguati, si trovano a dover fronteggiare i problemi connessi con la crescita dei loro figli. Oggi abbiamo fatto un piccolo passo in avanti per migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di queste patologie e dei loro familiari.

Da RFI garanzie su interventi strategici per mobilità su ferro

Da RFI garanzie su interventi strategici per mobilità su ferro

In audizione in VI Commissione Mobilità e Lavori Pubblici i vertici aziendali di RFI hanno illustrato e fornito garanzie circa la realizzazione di diversi interventi strategici per la mobilità su ferro, che rientrano nell’Accordo Quadro firmato tra Regione ed RFI il 22 febbraio 2018, attesi da oltre 600.000 utenti della nostra regione che ogni giorno entrano nell’area metropolitana e nella città di Roma per ragioni di studio o lavoro.

Tra le opere più importanti, i vertici di RFI hanno dato ampie rassicurazioni circa la chiusura dell’anello ferroviario da Vigna Clara all’innesto sulla Roma-Firenze con realizzazione del nodo di scambio Tor di Quinto – con la ferrovia Roma-Viterbo – e sul raddoppio della tratta esistente Valle Aurelia-Vigna Clara per la quale, a seguito della sentenza positiva del Tar, è prevista la riattivazione nel corso del 2020.

Altra opera importante è il completamento del tombamento del Pigneto, senza il quale non avrebbe senso la fase due del progetto e la realizzazione della fermata per le FL6/FL4 di scambio con la metro C: l’attivazione è prevista per il 2024. Rfi ha inoltre annunciato di aver avviato lo studio di fattibilità tecnico-economica con rilascio progressivo nel corso del 2020 per le stazioni Divino Amore e Statuario e di essere impegnata a realizzare interventi, in 88 stazioni laziali fino al 2026, volti ad eliminare i dislivelli tra le banchine e le pedane dei treni, che rendono difficoltosa la salita e la discesa degli utenti, in particolare dei diversamente abili.

Una legge per rivoluzionare il sistema di tutela del patrimonio naturale

Una legge per rivoluzionare il sistema di tutela del patrimonio naturale

Ho presentato una proposta di legge, frutto di un lungo lavoro che mi vede impegnato da anni nelle battaglie ambientaliste, che mira a rivoluzionare il modo di tutelare il territorio e il patrimonio naturale, rendendolo una vera e propria risorsa per la Regione Lazio.

Dalla sua approvazione sono state oltre 140 le modifiche legislative che hanno riguardato la legge 29/1997 e hanno appesantito uno dei pilastri fondamentali del sistema di sviluppo del territorio. L’obiettivo della nostra proposta è innanzitutto quello di rendere la Governance più omogenea ed efficace: mettere da parte la gestione affidata ad una molteplicità di soggetti – Enti parco, Provincie, Comuni e Consorzi di comuni e privati – che ha mostrato in questi anni molti limiti e lacune gestionali e sostituirla con l’affidamento delle aree protette ai tredici Enti parco esistenti. La riforma garantirebbe un notevole risparmio di risorse, uniformità nelle politiche di conservazione e nei risultati e garantirebbe un maggior controllo sia sul territorio che da parte dell’amministrazione regionale sugli Enti di gestione.

Tra le finalità del testo, inoltre, la semplificazione della procedura per l’approvazione dei piani di assetto e il superamento dell’approccio conservazionistico tradizionale, con la promozione di norme in linea con le principali innovazioni del diritto internazionale e di quello comunitario. Il Lazio vanta la maggior quota di biodiversità dell’intera penisola ed il maggior numero di addetti alla sua salvaguardia, a noi amministratori spetta il compito di tutelare e sviluppare questo patrimonio.

Dimissioni Cda AMA: tanto tuonò che piovve!

Dimissioni Cda AMA: tanto tuonò che piovve!

Su Ama tanto tuonò che piovve. Non possiamo certo dire infatti che le dimissioni in blocco del Cda di Ama siano un fulmine a ciel sereno. Nel corso delle audizioni in Consiglio regionale, relative all’indagine conoscitiva sulla situazione della municipalizzata romana, avevamo avuto modo di sottolineare la moltitudine di contraddizioni emerse e di denunciare l’oscurità di tutta la vicenda. Un alone di mistero aggravato dall’assenza della Sindaca Raggi che, nonostante le ripetute convocazioni, non si è mai degnata di presenziare in commissione.

Proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato un dossier di 21 pagine per emendare la prima relazione della commissione d’indagine regionale sui rifiuti e inviare in Corte dei Conti tutte le audizioni, nel corso delle quali è emersa non soltanto una diversa ricostruzione dei fatti, ma sono venuti alla luce anche una serie di atti che potrebbero risultare illegittimi. Il tema è sempre quello dei 18 milioni di euro di vecchi crediti relativi ai servizi cimiteriali contesi tra il Campidoglio e la sua controllata. Una somma che ha gettato nel caos un’intera partecipata: da quel momento, infatti, è partita una bagarre tra chi li considera crediti certi, liquidi ed esigibili e tra chi sostiene che al contrario siano da ascrivere ai debiti, a costo di avere il bilancio in passivo.

Da qui lo stallo sull’approvazione, il parere prima positivo poi negativo del collegio sindacale, quello positivo dei revisori contabili, la guerra a colpi di pareri richiesti dalle parti agli studi legali, l’esposto in Procura dell’ex amministratore delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani, e un’indagine aperta da parte della Corte dei Conti per danno erariale sull’intera operazione. Quanto accaduto oggi, dunque, non può che essere la logica conseguenza di una vicenda che si fa via via più oscura e inquietante.