Il Pd: “Via Panzironi dall’Ama o usciremo dal cda dell´azienda”
20 luglio 2011
(Repubblica 19 luglio 2011)
di Giovanna Vitale
L´ultimatum al sindaco in un documento votato all´unanimità: rimuovere l´amministratore delegato
Il tempo delle minacce è finito. Ora siamo all´ultimatum. O l´amministratore delegato di Ama, quel Franco Panzironi che secondo l´opposizione ha indebitato fino al collo e mal gestito l´azienda capitolina per la raccolta dei rifiuti, fa le valigie e se va, oppure alla prossima assemblea dei soci il Pd non designerà il suo rappresentante in seno al cda.
I democratici non vogliono più restare a guardare, assistere senza fiatare alla rovina dell´ex municipalizzita, rischiare l´accusa di correità. E così, in un documento votato ieri all´unanimità, l´esecutivo del partito ha fornito precise indicazioni. Spiega il presidente del Pd romano Eugenio Patanè: «Quando la questione di Atac esplose in tutta la sua gravità offrimmo al sindaco collaborazione per salvare l´azienda. Quell´iniziativa fu dettata dalla preoccupazione per le sorti del trasporto pubblico e dei lavoratori, e resa possibile da una premessa fondamentale: l´avvenuto allontanamento dell´ex ad Bertucci e dell´assessore di riferimento, responsabili dello sfascio. Cosa che portò ad approvare in consiglio comunale una serie di proposte costruttive presentate dal gruppo del Pd». Peccato però che il precedente non sia servito: «Ci aspettavamo dal sindaco una linea coerente anche sulle altre aziende, ma ciò non è avvenuto».
Ecco perché il 26 luglio, all´assemblea dei soci convocata per rinnovare i vertici di Ama, «una società investita dallo scandalo di Parentopoli con 1400 assunti, consulenze ingiustificabili, il bilancio e il contratto di servizio non approvati, un debito complessivo di oltre 1,5 miliardi e uno verso le banche di oltre 600 milioni spalmato fino al 2021», il Pd chiede ad Alemanno di sfrattare Panzironi. Colpevole di aver reso «la città più sporca e di non aver chiuso il ciclo dei rifiuti, continuando ad utilizzare la discarica, lasciando fermi i propri impianti e facendo fallire la differenziata». Attacca il segretario Marco Miccoli: «Un sindaco appena avveduto avrebbe già adottato dei provvedimenti nei confronti del primo responsabile di questo disastro che, oltre ad aver fallito la sua missione, è indagato per i fatti inerenti la gestione dell´azienda, ivi compresa l´assunzione di suo genero. Invece niente. Alemanno ha cacciato vicensindaco, assessori, amministratori delegati, capi di gabinetto, direttori, ma Panzironi no». Rincara Patanè: «Sembra quasi che il suo destino sia legato mani e piedi a questo personaggio che si permette di dettare legge in Ama e in Campidoglio, fino ad imporre l´assunzione di suo figlio. Tutto ci era capitato di vedere tranne un sindaco subalterno ad un suo nominato». Perciò è ora di cambiare rotta.
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