ADESSO ALEMANNO RITIRI DELIBERA PRIVATIZZAZIONE AZIENDE
14 giugno 2011
Il risultato inequivocabile dei referendum non può che produrre una conseguenza immediata sul Comune di Roma: Alemanno deve annullare la delibera approvata dalla Giunta Comunale lo scorso dicembre che ha dato il via libera alla privatizzazione delle più importanti aziende comunali come ACEA, AMA e ATAC.
Il Sindaco anzichè aspettare il voto di oggi si era sbrigato ad applicare l’art.23 bis del Decreto Ronchi e pur potendo scegliere tra la strada della liberalizzazione e quella della privatizzazione, aveva scelto questa seconda decidendo di vendere fino al 40% delle azioni oggi di proprietà del Comune”.
Con il voto di oggi I romani lo hanno smentito due volte: prima di tutto ritirando tutte e quattro le schede referendarie, mentre Alemanno si era limitato a ritirarne una sola. In secondo luogo votando compattamente per l’abolizione dell’art.23bis e dimostrandosi unanimemente contrari a vendere pezzi della nostra storia per riparare i disastri compiuti da questa destra.
Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto l’abbraccio ossequioso del Sindaco ad un Governo nazionale ormai delegittimato, unito al malgoverno della città, abbiano trascinato la Giunta a distanze siderali da Roma e dai romani, dai loro bisogni e dalle loro aspettative.
Nell’attesa che anche il Sindaco se ne renda conto, abbia almeno l’umiltà di annullare la delibera di privatizzazione delle aziende e di vendita del loro patrimonio immobiliare.
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